Wagner a Santa Cecilia, Siegfried in forma scenica apre la nuova stagione
Il 21 ottobre seconda giornata del Ring. Harding: "Uno spettacolo pazzesco"
(di Luciano Fioramonti) Siegfried eroe senza paura, la forgiatura della spada, l'uccisione del drago, la conquista dell'Anello e finalmente l'incontro co Brünnhilde: l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia apre il 21 ottobre la nuova stagione sinfonica con la seconda giornata in forma scenica del Ring di Richard Wagner diretto da Daniel Harding, a 150 anni dalla prima esecuzione della Tetralogia. Il progetto di proporre l'esecuzione dell'intero ciclo proseguirà fino al 2028 e rappresenta un'occasione storica per Roma dove una produzione scenica integrale mancava dal 1961, mentre l'unica esecuzione completa, ma solo in forma di concerto, nella storia dell'Accademia Nazionale risale al periodo 1988-1991 con sul podio Giuseppe Sinopoli, primo italiano a dirigere il Ring a Bayreuth. "Sono l'unica persona in questa produzione che affronta per la priima volta Siegfried - ha detto scherzando Harding -. Con lo spettacolo fantastico dell'anno scorso posso dire che per me c'è un prima e un dopo Valchiria. Il progetto del Ring chiede tanto all'istituzione, soldi, tempo, energia, ma la ricompensa è grande. È un regalo per noi e per tutti gli amanti della musica a Roma". Il direttore d'orchestra ha aggiunto di essere grato di poter fare quest'opera "con questi grandi cantanti, devo solo ascoltarli per capire la partitura". Specialista di Mahler, Harding ha detto di essere "innamorato" di Wagner quanto lo era il compositore austriaco, considerato il più grande direttore delle musiche dell'autore del Ring. Lo spettacolo, che si replica il 24 e 27 ottobre nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, vedrà nuovamente impegnato nella regia Vincent Huguet, applaudito nella inaugurazione della passata stagione con La Valchiria, il quale ha ideato un percorso che associa alle varie giornate del Ring tre grandi periodi della storia di Roma. "Wagner compose la Tetralogia nella seconda metà dell'Ottocento, l'epoca dei grandi imperi europei - ha spiegato -. Il libretto descrive l'ascesa e la caduta dell'impero di Wotan. Storicamente, Roma è una delle pochissime città che può vantare di essere stata capitale di almeno tre imperi: l'Impero Romano, lo Stato Vaticano e l'Impero coloniale italiano tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Tre momenti della lunga storia d'Italia, tre diverse configurazioni che per noi faranno da sfondo alle 'tre giornate' che compongono il ciclo wagneriano". Fare il Ring è una cosa molto speciale, ha detto, e a Santa Cecilia che non è un teatro classico "è una sfida pazzesca, qui dobbiamo farlo in un modo diverso e speciale". I costumi sono firmati da Edoardo Russo e realizzati in collaborazione con la sartoria Tirelli Trappetti Costumi. Nel cast spiccano Clay Hilley, tenore statunitense tra i più acclamati interpreti wagneriani della scena attuale, e il basso-baritono Michael Volle nel ruolo di Wotan, riconfermato dopo il successo dell'anno scorso. Con loro il soprano svedese Elisabet Strid (Brünnhilde), Wolfgang Ablinger-Sperrhacke (Mime), Wolfgang Koch (Alberich) e il contralto Anna Kissjudit (Erda). Per ricordare a 25 anni dalla morte Giuseppe Sinopoli e la sua Tetralogia a Santa Cecilia, l'Accademia Nazionale ha programmato in coincidenza con l'apertura di stagione e nell'arco di un mese una mostra fotografica e documentaria, una giornata di studi il 22 ottobre, ed esecuzioni dal vivo e testimonianze audiovisive, mentre il 23 ottobre, in Sala Sinopoli, sarà presentato alla 21ª Festa del Cinema di Roma 'Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli', film documentario diretto da Giovanni Sinopoli. L'avvicinamento a Siegfried verrà affidato il 18 ottobre alle 11 in Sala Santa Cecilia a Corrado Augias, Sandro Cappelletto e Quirino Principe in un incontro che esplorerà genesi, tematiche e segreti musicali dell' opera. La stagione da Camera dell'istituzione musicale romana si aprirà con il soprano americano Lisette Oropesa in un recital di melodie d'amore iberiche il 14 ottobre alle 20 al Teatro Costanzi, all'insegna della collaborazione con il Teatro dell'Opera di Roma. Massimo Biscardi, presidente sovrintendente di Santa Cecilia, ha illustrato con soddisfazione i dati positivi della risposta del pubblico: la stagione sinfonica 25-26 ha avuto un aumento di presenze del 20 per cento e del 27 per cento di incassi; la stagione estiva a Massenzio ha registrato 12mila spettatori, i tre concerti Rachmaninov proposti di recente tutti sold out con 6.500 presenze; gli abbonamenti registrano finora un +5% di cui il 30 per cento riguarda giovani under 30; i biglietti venduti hanno avuto un +10,5% con il dato a sopresa del +56% per la stagione da camera.
I.Gomez--GM