Spagna verso il secondo forfait a Eurovisione, se Israele parteciperà ancora
Il presidente dell'emittente pubblica Rtve propone al Cda disertare anche l'edizione 2027
La Spagna si prepara a restare fuori il festival di Eurovisione anche nel 2027, per il secondo anno consecutivo, in segno di protesta contro la presenza di Israele. Lo ha annunciato il presidente della corporation pubblica Rtve, José Pablo Lopez, che proporrà al Consiglio di amministrazione della tv pubblica di mantenere la sospensione della partecipazione, dopo il forfait dell'edizione 2026. "Abbiamo negoziato con la Uer (Unione europea di radiodiffusione) per inasprire le regole di governance, sanzionare realmente qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica e garantire la rigorosa neutralità degli sponsor e del festival stesso. Sono questioni che sono state ottenute grazie alla trattativa del gruppo Rtve", ha affermato Lopez nella commissione parlamentare di vigilanza. Ma, ha aggiunto, "non bisogna mascherare la realtà con eufemismi: non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti ed è profondamente doloroso" che, nonostante tutto, "la radiotelevisione pubblica israeliana continuerà a partecipare" al concorso di Eurovisione. Per Lopez, nonostante i progressi sul piano tecnico, resta "un'evidente questione irrisolta sul terreno etico". "Nessuno dotato della minima sensibilità umana può assistere alla sofferenza del popolo palestinese senza una condanna netta e severa di fronte a quella che è una tragedia umana intollerabile", ha evidenziato, ripreso in diretta da Tve. "La posizione di Rtve su questo punto è stata sempre ferma e chiara", ha concluso. Madrid aveva rinunciato alla partecipazione a Eurovision 2026, assieme a Irlanda, Paesi Bassi e Slovania, dopo la decisione dell'Uer di consentire quella di Israele.
V.Vazquez--GM