Arriva il redivivo Coyote vs Acme , tra commedia, ironia a Looney Tunes
Mix di animazione e live action diretto da Dave Green esce il 2 settembre in Italia
(di Francesca Pierleoni) "Dedicato a tutti coloro che hanno fatto post, li hanno condivisi, hanno esposto cartelli e fatto sentire la propria voce quando era necessario. Questo film è arrivato sul grande schermo grazie a voi". E' il messaggio incluso nei titoli di coda di Coyote vs. Acme di Dave Green la brillante commedia mix di live action e animazione, arrivata al debutto nonostante l'iniziale cancellazione decisa della Warner nel 2022. Il film in arrivo nelle sale Usa il 28 agosto sarà in Italia dal 2 settembre con Lucky Red (più un'anteprima evento il 28 agosto al The Space Moderno di Roma). Star animata della storia è Willy il Coyote (Wile E. Coyote in originale), uno dei più amati fra gli scatenati Looney Tunes, instancabile anche se sempre perdente nei suoi rocamboleschi piani per catturare (e mangiare) in continui inseguimenti nel deserto il velocissimo e scaltro Road Runner Beep Beep. Un'icona del'animazione e della comicità che ha accanto nella trama anche molti altri divi dei Looney Tunes, da Daffy Duck a Nonna Emma Webster, da Bugs Bunny a Taddeo. Coprotagonista in carne e ossa è Will Forte, in un cast che comprende Lana Condor e John Cena. Dietro il debutto del film, c'è l'impegno dei realizzatori e dei fans, dopo la decisione presa dalla Warner quattro anni fa, di includere Coyote vs. Acme, nonostante la lavorazione fosse stata completata, tra i titoli che non avrebbe fatto uscire (destino nel quale erano già incorsi Batgirl and Scoob!, ancora incompleti, ndr). La campagna per non far cadere nel dimenticatoio il film, costato circa 70 milioni di dollari, ha portato la major a concedere ai produttori (tra i quali c'è James Gunn, coautore anche del soggetto) di cercare altri distributori, e un accordo è stato trovato con la Ketchup Entertainment. Ora la risposta passa al pubblico, ma c'è già il plauso della critica, che ha definito Coyote vs. Acme una delle commedie più riuscite dell'anno. Green si è buttato subito nel progetto del film perché considera Willy il Coyote, "il più ottimista di tutti i Looney Tunes - spiega il regista nell'incontro con la stampa internazionale in remoto -. Si sveglia ogni giorno aspettandosi di mangiare lo stufato di Roadrunner ed è convinto di riuscirci. Elabora un piano e affronta la giornata cercando di catturarlo, ma non ci riesce mai. E ci riprova il giorno dopo. E credo che in questo personaggio ci sia un vero e proprio modello di vita. La sua passione, la sua resilienza e la sua perseveranza sono incredibili dimostrazioni di ottimismo. E non smette mai di provarci. Oltre a questo è un comico pazzesco". Nella trama,ispirata dal racconto breve omonimo di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990, troviamo Willy (che come nei cartoon di Chuck Jones, non parla ma si esprime in modi creativi) sempre più esasperato e deciso a fare causa alla multinazionale Acme, l'azienda produttrice di tutti i dispositivi, rivelatisi difettosi, utilizzati negli anni per cercare di catturare Beep Beep: dai super pattini che immancabilmente diventano incontrollabili ai razzi che esplodono quando non dovrebbero. Il coyote si rivolge così all'avvocato Kevin Avery (Will Forte), più abituato a cercare accordi al ribasso che a farsi valere in aula, ma la volontà ferrea di Willy lo convincerà a sfidare la potentissima Acme. Un tema che introduce, fra le tante tonalità di commedia (dalla slapstick a momenti più delicati) anche un'azzeccata ironia sullo strapotere di colossi tech e media. "C'è una certa dose di sguardo sulla società di oggi - commenta Forte -. Un messaggio che forse non era nemmeno la nostra intenzione iniziale, ma dopo quello che è successo al film, emergono dei paralleli tra la Acme, e la situazione che abbiamo vissuto con la Warner Bros. Sembra ormai che il potere di queste multinazionali cresca a dismisura di anno in anno". Green sarebbe felice "se il film fosse in grado di riflettere quella stessa dose di sguardo sociale che avevano alcuni dei vecchi cortometraggi dei Looney Tunes. Erano sempre intelligenti e profondi, cercando davvero di riflettere la cultura in cui le persone vivevano in quel momento. Quindi trovo particolarmente appropriato che nel 2026 nel film si parli di una gigantesca corporazione che cerca di schiacciare chi è più debole".
M.Medina--GM
