Globo Madrid - Nessun regista italiano alla Semaine de la Critique di Cannes

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Nessun regista italiano alla Semaine de la Critique di Cannes
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Nessun regista italiano alla Semaine de la Critique di Cannes

C'è solo la coproduzione La Gradiva, l'opera prima della regista francese Marine Atlan

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(di Francesca Pierleoni) Dopo il vuoto registrato nella selezione ufficiale, i registi italiani risultano assenti anche dalla 65/a edizione della Semaine de la Critique (13 - 21 maggio), la sezione parallela dedicata alle opere prime e seconde, organizzata dal Syndicat Français de la Critique de Cinéma, al Festival di Cannes (12 - 23 maggio). Nel programma, costituito da 11 lungometraggi, di cui 7 in concorso e 4 proiezioni speciali, l'unica presenza italiana è la coproduzione La Gradiva, l'opera prima della regista francese Marine Atlan. Racconta la storia di un gruppo di studenti delle superiori e della gita a Pompei organizzata dalla loro insegnante di latino. "In questa città intrisa di mito e zolfo, adolescenti e adulti - si spiega nella presentazione - a turno, si lasciano travolgere dalle emozioni e dai desideri, fino a traboccare. Di una bellezza mozzafiato, questa narrazione corale cattura con precisione le convinzioni e le incertezze di una generazione sull'orlo del baratro. Circondata da un cast di giovani attori straordinari, l'attrice Antonia Buresi è incandescente". Il film è prodotto da Les Films du Poisson, l'italiana Bibi Film, Arte, con il contributo del ministero della Cultura e il sostegno di Eurimages. 
. Per la prima volta la Semaine sarà aperta da un film d'animazione, In Waves, opera prima della regista franco-vietnamita Phuong Mai Nguyen, adattamento della graphic novel di AJ Dungo. Al centro c'è la "travolgente storia d'amore tra un giovane skater e un giovane surfista, entrambi alle prese con le sfide della malattia". Tra gli altri film del concorso troviamo il dramma famigliare Seis meses en el edificio rosa con azul, opera prima del messicano Bruno Santamaría Razo; Dua, il secondo film della regista kosovara Blerta Basholli, che torna al conflitto tra il suo Paese e la Serbia, attraverso gli occhi di una tredicenne; Tin Castle, documentario del franco-irlandese Alexander Murphy, su una numerosa famiglia che per strada in una roulotte malandata; Viva, opera prima della regista spagnola Aina Clotet, commedia agrodolce ambientata in una Catalogna soffocata dalla siccità. Film di chiusura sarà Adieu monde cruel, opera prima del francese Félix de Givry. Protagonista il quattordicenne Otto che, vergognandosi di aver fallito nel suo tentativo di suicidio, annunciato in una lettera alla famiglia e ai compagni di classe, decide di nascondersi.

Nessun regista italiano alla Semaine de la Critique di Cannes

D.Suarez--GM