Globo Madrid - Sensori che cambiano colore fanno 'vedere' il tatto ai robot

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Sensori che cambiano colore fanno 'vedere' il tatto ai robot
Sensori che cambiano colore fanno 'vedere' il tatto ai robot

Sensori che cambiano colore fanno 'vedere' il tatto ai robot

Aprono a protesi più sensibili e sistemi chirurgici più precisi

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I robot possono ora percepire il tatto in tempo reale 'vedendolo' grazie a sensori che cambiano colore in base a superficie di contatto, pressione applicata e deformazione risultante. L'innovativa soluzione è stata messa a punto da un gruppo di ricercatori guidato dall'italiano Giacomo Sasso dell'Università Queen Mary di Londra, e al quale hanno partecipato anche le Università italiane di Firenze, di Trieste e di Trento. La tecnologia consentirà di sviluppare pinze robotiche capaci di assemblare componenti microscopici, ma potrà avere un impatto importante anche in ambito medico: ad esempio, conferendo alle protesi artificiali una percezione tattile molto più ricca e sensibile, oppure permettendo a sistemi chirurgici robotici di distinguere con precisione i tessuti sani da quelli anomali. "Non immaginereste mai quanta informazione venga generata quando un dito preme un interruttore della luce", afferma Sasso. "Una mano umana contiene oltre 10mila recettori per svolgere questo compito, ma la percezione tattile rimane una delle sfide principali della robotica. L'idea alla base del progetto è stata quella di pensare fuori dagli schemi: invece di integrare grandi quantità di sensori tecnologicamente molto avanzati - prosegue Sasso - la funzione di rilevamento è stata trasferita all'interno del materiale stesso, dove gli stimoli meccanici vengono trasformati direttamente in colori acquisiti poi tramite una semplice fotocamera Usb a basso costo". Il sistema, infatti, funziona trasformando le forze invisibili che si generano quando il robot tocca un oggetto in schemi cromatici dinamici. In pratica, i sensori generano istantaneamente delle mappe ad alta risoluzione di contatto, deformazione e pressione, e in base a questi dati producono colori diversi. Questi ultimi, infine, vengono catturati da una normale fotocamera che comunica con il robot, eliminando così la necessità di complessi algoritmi per ricostruire tutto l'insieme degli stimoli.

R.Sanz--GM