Cellule 'natural killer' modificate geneticamente per superare difese tumori
Studio internazionale coordinato da Ospedale Bambino Gesù
Una nuova generazione di cellule immunitarie ingegnerizzate per superare tre dei principali ostacoli all'immunoterapia: riconoscere i tumori che riescono a ingannare il sistema immunitario, bloccare i meccanismi con cui i tumori indeboliscono le difese e mantenere nel tempo la propria efficacia. È il risultato di uno studio internazionale coordinato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e pubblicato sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapy del gruppo Nature. Le cellule Natural Killer (NK) sono linfociti appartenenti al sistema immunitario innato. Rappresentano una prima linea di difesa dell'organismo e per questo sono capaci di riconoscere ed eliminare rapidamente cellule infettate da virus e cellule tumorali. Molti tumori riescono però a neutralizzarne l'attività attraverso il microambiente tumorale, cioè l'ecosistema che circonda le cellule malate e che può favorire la crescita del tumore e la resistenza alle terapie. "Uno dei principali ostacoli nello sviluppo delle immunoterapie è la capacità dei tumori di attivare più meccanismi di evasione immunitaria - spiega Paola Vacca, responsabile dell'Unità di Cellule Linfoidi dell'Immunità Innata del Bambino Gesù -. Per questo abbiamo sviluppato una piattaforma innovativa di cellule NK multifunzionali, progettate per contrastare diverse strategie utilizzate dal tumore per sfuggire al controllo del sistema immunitario". "Elemento distintivo della nostra strategia è la capacità di combinare in una singola piattaforma il riconoscimento del tumore, il superamento dell'immunosoppressione e il mantenimento della funzionalità delle cellule NK - prosegue - È un approccio che punta a renderle più efficaci e più durature nel tempo". La piattaforma è stata valutata in sistemi sperimentali preclinici in cui si è cercato di riprodurre diverse neoplasie sia pediatriche sia degli adulti. I risultati rappresentano una solida prova di principio per lo sviluppo di una nuova generazione di immunoterapie cellulari potenzialmente producibili su larga scala e disponibili per un numero elevato di pazienti. La possibilità di superare contemporaneamente più meccanismi di evasione immunitaria potrebbe ampliare le opportunità terapeutiche per pazienti con tumori aggressivi o resistenti ai trattamenti convenzionali. Lo studio è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Airc.
V.Benitez--GM