Wmo, da settembre a novembre probabili temperature elevate per El Nino
Riscaldamento Pacifico sud-orientale influenza clima in altre aree
Per il periodo settembre-novembre 2026, l'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) prevede una maggiore probabilità di temperature superiori alla norma su quasi tutte le aree terrestri, accompagnate da precipitazioni, in risposta al forte evento El Niño nel Pacifico sudorientale. Lo scrive la Wmo in un comunicato. El Niño è un fenomeno di riscaldamento periodico del Pacifico tropicale sudorientale: si verifica con intervalli fra i due e i sette anni, fra i mesi di marzo e febbraio. Quest'anno El Nino si è ormai consolidato, e nei prossimi mesi si intensificherà fino a raggiungere livelli molto elevati, con ripercussioni significative su precipitazioni e temperature in varie parti del mondo e rischio di inondazioni, siccità e caldo estremo. Gli effetti del Nino sulle varie aree geografiche variano in base alla località e alla stagione e possono essere modificati da altri fattori climatici, incluse le condizioni negli oceani Indiano e Atlantico. Alimentato da condizioni oceaniche eccezionalmente calde nel Pacifico tropicale, si prevede che El Niño si rafforzi ulteriormente nei prossimi mesi, raggiungendo un'intensità molto elevata prima di toccare il picco verso la fine dell'anno. Gli effetti climatici associati sono destinati a protrarsi ben oltre l'inizio del 2027. Le temperature della superficie del mare nel Pacifico equatoriale centro-orientale - la regione fulcro del fenomeno El Niño - sono già ben al di sopra della media (uno dei segnali distintivi di El Niño) e continuano a salire. Le previsioni dei Centri di osservazione della Wmo indicano una probabilità "eccezionalmente alta, prossima al 100%" che El Niño persista fino a febbraio 2027.
L.Ruiz--GM