Globo Madrid - Uniport, porti resistono ma servono infrastrutture, semplificazione e regole certe

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Uniport, porti resistono ma servono infrastrutture, semplificazione e regole certe
Uniport, porti resistono ma servono infrastrutture, semplificazione e regole certe

Uniport, porti resistono ma servono infrastrutture, semplificazione e regole certe

Presidente Legora, traffico in ripresa nonostante guerre e pressioni commercio

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"Il sistema portuale italiano sta dimostrando ancora una volta resilienza, ma per trasformare questa capacità di tenuta in crescita stabile e competitività" c'è bisogno di infrastrutture, semplificazione e certezza delle regole". Questo l'appello di Pasquale Legora De Feo, presidente di Uniport, all'assemblea pubblica dell'Unione Nazionale Imprese Portuali. "Abbiamo bisogno di una governance che abbia al centro una solida struttura del Ministero di settore ed un efficace coordinamento con tutte le altre amministrazioni nazionali coinvolte, sia nella fase di gestione delle attività amministrative, che in quelle dei controlli; una governance che coinvolga le rappresentanze economiche, terminalisti e armatori in primis, riconoscendogli un ruolo non più soltanto propositivo, ma partecipativo". Il presidente Uniport ha ricordato come "nonostante un quadro internazionale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, dalla crisi nel Golfo Persico e dalle pressioni sul commercio internazionale, il Mediterraneo continui ad affermare la propria centralità. Dopo un inizio d'anno più debole, i traffici marittimi nei porti italiani hanno evidenziato nel primo semestre segnali di ripresa: Il settore delle crociere si avvia verso nuovi record di passeggeri movimentati nei terminal italiani superando quota 15 milioni e anche il settore ro-pax è in "buona salute": nel segmento container si spera a fine anno di confermare la crescita che nel 2025 ha portato a raggiungere i 12,8 mln di teus". "Abbiamo bisogno di dare tempi certi e rapidità di esecuzione alle grandi opere portuali, alla manutenzione ordinaria e agli interventi di dragaggio", ha evidenziato Legora De Feo, richiamando in particolare la Diga di Genova, la Darsena di Levante a Napoli, la Darsena Europa di Livorno e il Molo VIII di Trieste, e osservando che: "Si tratta di opere concepite molti anni fa il cui completamento consentirebbe ai porti interessati di avviare processi di trasformazione a beneficio dell'intera comunità portuale e retroportuale".

F.Delgado--GM