Globo Madrid - Italia 2025: ARERA segnala 800 GWh di energia rinnovabile sprecata per congestione di rete

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Italia 2025: ARERA segnala 800 GWh di energia rinnovabile sprecata per congestione di rete
Italia 2025: ARERA segnala 800 GWh di energia rinnovabile sprecata per congestione di rete

Italia 2025: ARERA segnala 800 GWh di energia rinnovabile sprecata per congestione di rete

La relazione 301/2026 di ARERA evidenzia un fenomeno crescente: nel 2025 sono stati "tagliati" 802 GWh di energia rinnovabile perché la rete non riusciva a trasportarla. Un volume pari al consumo annuo di 300.000 famiglie, con costi di indennizzo a carico degli utenti finali.

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Nel 2025 la rete elettrica italiana ha registrato un volume significativo di energia rinnovabile non prelevata, pari a 802 GWh complessivi. Di questa quantità, 640 GWh derivano da impianti eolici e 162 GWh da impianti fotovoltaici. A fornire questi dati è l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) nella Relazione 301/2026, pubblicata nelle scorse settimane, che analizza il fenomeno tecnico noto come "curtailment", termine inglese che indica il taglio o la riduzione della produzione.

Il curtailment si verifica quando la rete di trasmissione e distribuzione non è in grado di assorbire l'energia rinnovabile generata in un determinato momento. Poiché la produzione da fonti solari ed eoliche è intrinsecamente variabile e difficile da prevedere con precisione assoluta, quando la capacità della rete viene superata agli impianti viene ordinato di ridurre o interrompere completamente la generazione. Il volume totale disperso equivale al fabbisogno energetico annuo di circa 300.000 famiglie italiane.

La relazione sottolinea che l'aspetto più critico non è solo la perdita di energia in un contesto di prezzi della materia prima in aumento, ma la rapida escalation del fenomeno. Per il settore eolico, i 640 GWh tagliati nel 2025 rappresentano quasi il doppio dei 355 GWh registrati nel 2024. La crescita è ancora più marcata per il fotovoltaico: dopo soli 7,5 GWh di curtailment nel 2024, la cifra è salita a 162 GWh nel 2025, un incremento superiore a 21 volte.

Questo scenario è descritto come una diretta conseguenza dell'installazione rapida di nuove capacità rinnovabili. Nel 2025, la potenza installata combinata di fotovoltaico ed eolico ha raggiunto livelli tali che, anche nelle ore centrali della giornata o nei giorni festivi quando i consumi generali calano, la produzione supera la capacità di assorbimento del sistema.

ARERA ha identificato le cause specifiche delle perdite. Per l'eolico, 223 GWh sono dovuti a congestioni di rete, 148 GWh a lavori programmati che hanno richiesto interruzioni e 188 GWh a un eccesso di generazione rispetto alla capacità del sistema, per il quale sarebbero necessarie batterie di accumulo attualmente non disponibili. Per il fotovoltaico, la situazione è simile ma geograficamente concentrata: il problema colpisce prevalentemente il Sud e il Centro-Sud Italia, dove in alcune ore la produzione rinnovabile supera il carico elettrico complessivo della zona.

I dati preliminari per il 2026 indicano un'ulteriore crescita del fenomeno. Già nella primavera di quest'anno sono stati tagliati altri 224 GWh di energia eolica e 182 GWh di fotovoltaico per le stesse ragioni, con proiezioni in aumento per l'intero anno.

Oltre alla perdita fisica di energia, il rapporto evidenzia un onere economico aggiuntivo. I produttori a cui viene richiesto di sospendere la produzione hanno diritto a un indennizzo calcolato sul prezzo orario dell'energia. Solo per l'energia eolica non prodotta nel 2025, questi compensi hanno raggiunto i 32 milioni di euro. Tale costo è sostenuto dagli italiani attraverso gli oneri generali di sistema applicati in bolletta.

La relazione indica nelle batterie di accumulo su scala di rete l'unica soluzione praticabile per ridurre il curtailment nei prossimi anni. Queste infrastrutture permetterebbero di assorbire l'energia in eccesso durante le ore centrali della giornata e restituirla nella sera, quando la produzione fotovoltaica diminuisce ma la domanda rimane elevata.

I.Gomez--GM