Carburanti, bollette e trasporti: i rincari attesi per le famiglie italiane
L'aumento dei prezzi energetici legato alla crisi in Medio Oriente si sta trasferendo su carburanti, utenze e trasporti, mentre clima estremo e fertilizzanti più cari pesano sul comparto alimentare.
Il rientro dalle vacanze si presenta più oneroso per le famiglie italiane, già alle prese con i livelli elevati di benzina e gasolio. Le pressioni non riguardano soltanto i carburanti: bollette energetiche, trasporti, alimentari e spese scolastiche potrebbero aumentare nei mesi autunnali. L'entità dei rincari dipenderà soprattutto dall'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dalla disponibilità delle materie prime.
Dopo sei mesi di guerra, il blocco dello Stretto di Hormuz continua a rendere instabili i mercati energetici. Il Brent è stato scambiato a 89,49 dollari al barile, rispetto ai circa 70 dollari precedenti al conflitto. Il gas al Ttf di Amsterdam ha chiuso a 66,8 euro per megawattora, più del doppio dei circa 32 euro registrati prima dell'attacco di Israele e Stati Uniti contro l'Iran.
In Italia l'inflazione ha superato il 2% ad aprile ed è rimasta vicina al 3% fino a luglio. L'Istat diffonderà all'inizio di settembre la stima preliminare di agosto. Il costo delle materie prime è una causa centrale, ma nell'agroalimentare si aggiungono fertilizzanti più costosi e conseguenze del caldo estremo.
Secondo l'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale il self service medio era a 2,014 euro al litro per la benzina e 2,131 per il diesel. In autostrada le medie salivano a 2,095 e 2,206 euro. Il taglio delle accise di 17 centesimi è stato prorogato fino al 5 settembre, ma il gasolio autostradale resta sopra 2,2 euro. Nomisma Energia stima che una famiglia che consuma mille litri l'anno spenderà nel 2026 circa 356 euro in più del 2025, con un incremento del 22%.
Sulle utenze domestiche Altroconsumo segnala che, nelle offerte elettriche a prezzo fisso per dodici mesi, il costo medio della materia prima è salito da 13,1 a 13,6 centesimi tra giugno e agosto, pari al 4%. Nomisma Energia calcola, ai prezzi all'ingrosso attuali, una maggiore spesa annuale di 110 euro per l'elettricità, il 14% in più, e di 347 euro per il gas, il 30% in più. Il presidente Davide Tabarelli ha comunque ricordato che i livelli restano molto inferiori ai picchi del 2022-2023.
Nei trasporti, tra febbraio e luglio, i prezzi sono cresciuti in media del 5,4% secondo l'Istat. A luglio i voli nazionali costavano il 6,2% in più su base annua, mentre quelli europei e intercontinentali erano diminuiti. Andrea Giuricin, economista dei trasporti dell'Università Milano-Bicocca, ritiene possibile un rialzo dei biglietti aerei del 10-15% nei prossimi mesi. I trasporti marittimi registrano già aumenti medi del 15%.
Sono previsti adeguamenti anche nel trasporto locale: in Lombardia i servizi ferroviari Trenord aumentano del 3,889% e il trasporto pubblico locale dell'1,857%; nella provincia di Venezia gli incrementi indicati vanno dal 5 al 10%. Campania ed Emilia-Romagna hanno già applicato rialzi rispettivamente del 5,8% e dell'1,32%.
Per gli alimentari lavorati, Federalimentare afferma che molte imprese stanno ancora assorbendo i maggiori costi: a luglio l'inflazione tendenziale del comparto era negativa dello 0,2%. Il presidente Paolo Mascarino avverte però che energia e trasporto incidono sull'intera filiera. Sui prodotti freschi pesa soprattutto il clima. Claudio Mazzini di Coop Italia segnala una produzione europea di patate ridotta del 20-25% a causa della siccità e prezzi delle uova in aumento per il divario fra domanda e offerta.
T.Torres--GM